I GHOST: MUSICA, ENERGIA E COMPLICITA’. DOROTJ BIANCANELLI, IMPROVVISA
Alcune volte

la musica finisce per diventare qualcosa di più di uno spettacolo. Succede quando chi è sul palco riesce a creare un rapporto diretto con chi ascolta, fino a trasformare il pubblico da semplice spettatore in parte integrante della serata.
È quanto è accaduto al Lupetta di Ardea, città in provincia di Roma, dove i GHOST hanno portato la loro consueta energia, alternando brani del proprio repertorio, grandi classici della musica internazionale e momenti di autentica partecipazione.
Al centro della scena Alex Magistri, cantante e frontman, capace di vivere il palco senza mai rimanervi confinato. Il suo sax accompagna una presenza scenica dinamica e istintiva: Alex si sposta tra la gente, attraversa gli spazi, torna sul palco e riprende a suonare, mantenendo costante quel filo diretto con la platea che rappresenta una delle caratteristiche più riconoscibili dei GHOST.
Con lui Enrico Magistri, suo fratello, e parte fondamentale dell’identità musicale della band. Insieme a loro Thomas Verderosa, polistrumentista come Alex ed Enrico; con loro ha costruito nel tempo un legame di amicizia e affetto.
La serata ha proposto alcuni dei brani che appartengono alla storia dei GHOST, da “Il mio nome è la dignità” a “Vivi e lascia vivere”, passando per “Hai una vita ancora” e “Movimento”, senza rinunciare a interpretazioni di grande impatto come “Bohemian Rhapsody”.
Ma a rendere particolare l'appuntamento è stata anche la dimensione umana costruita durante lo spettacolo.
Dorotj Biancanelli, saggista e opinionista televisiva, ha introdotto i GHOST prima del loro ingresso sul palco e, successivamente, è tornata più volte a interagire con Alex e con il pubblico. Le sue incursioni, nate anche dall'improvvisazione, hanno aggiunto una componente ironica e spontanea alla serata, creando una complicità che la platea ha accolto con entusiasmo.
In uno dei momenti più significativi, Dorotj ha introdotto “La vita è uno specchio”, portando per qualche istante il registro dello spettacolo su un piano più riflessivo. Il brano è diventato così lo spunto per parlare della capacità di rimanere fedeli a se stessi anche quando la propria disponibilità, la propria dedizione o il proprio aiuto non vengono ricambiati come ci si sarebbe aspettati.
E proprio il rapporto con il pubblico è tornato protagonista quando Alex ha invitato sul palco alcune ragazze del fan club e alcuni bambini, coinvolgendoli nel canto e trasformando il momento in una condivisione collettiva.
È questa, forse, la struttura più autentica dei GHOST: non soltanto eseguire musica, ma riuscire a costruire intorno alla musica una relazione.
Una relazione fatta di energia, emozioni, ironia e partecipazione.
Alex, Enrico e Thomas portano sul palco la musica.
Dorotj ha portato la parola e l'improvvisazione.
Il pubblico ha fatto il resto.




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