REFERENDUM 2025: NESSUN QUESITO HA RAGGIUNTO IL QUORUM -di Dorotj Biancanelli, Roma-
- 9 giu 2025
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Potrebbe essere necessario rivedere la normativa in materia di referendum a seguito di un’eccessiva dispersione di partecipazione che, in termini pratici, si traduce più in un disinteresse formale che in un coinvolgimento sostanziale.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, considerando le giornate di domenica 8 e lunedì 9 giugno, la partecipazione ai cinque quesiti referendari è stata del 30,6% degli aventi diritto al voto.
È importante ricordare che la nostra Costituzione stabilisce che i risultati di un referendum abrogativo siano validi solo se viene raggiunto il quorum, ovvero qualora si rechi alle urne almeno la metà più uno degli elettori.
Il numero dei votanti non è stato dunque sufficiente per rendere vincolanti i risultati della consultazione popolare in parola.
Osservando l’andamento della partecipazione elettorale nel corso degli ultimi anni, si evince che l'affluenza ai referendum è in calo, con eccezione di quanto è avvenuto nel 2011, anno in cui si è assistito al raggiungimento del quorum richiesto per convalidare l’abrogazione di specifiche tematiche inerenti il lavoro, l’acqua pubblica e il nucleare.
C’è chi asserisce che l’attuale scarsa affluenza alle urne sia un chiaro messaggio di come questo referendum non doveva proprio essere introdotto, in quanto come espressione della volontà della maggior parte degli elettori si profila in prima linea, il non voler modificare la legislazione vigente messa in discussione nei quesiti referendari in materia di lavoro e cittadinanza.
C’è anche chi sostiene, che la scarsa affluenza sia la risposta solidale all’invito di alcuni dei maggiori partiti di governo, i quali hanno chiesto esplicitamente agli elettori di non andare a votare in quanto non contrari alle tematiche oggetto di referendum.
Ma l’affermazione che emerge con più forza dominando il dibattito è tutt’altra storia intesa come l’incarnazione della crescente disaffezione verso la politica che diventa il punto ostativo e più difficile da combattere.
Intanto dati alla mano, il sì ha raggiunto l’88% su tutti i referendum, ad eccezione del quesito sulla cittadinanza per il quale si è ottenuta una percentuale più modesta, pari ad un 60% circa, seppur, resta inteso, sia necessario attendere ancora il risultato effettivo del voto all’estero.
Più donne che uomini hanno espresso la loro preferenza: lo dimostrano i sondaggi politici you trend con la provincia di Taranto che fa eccezione invertendone la tendenza.
La regione Toscana registra l’affluenza più alta indubbiamente incide un segnale importante in quanto in alcune città residenziali si è superato il quorum.
In buona sostanza non si è arrivati comunque alla condizione di completezza necessaria.
La scelta di non recarsi alle urne non deve essere considerata semplicemente come un’astensione alle urne dettata dall’indifferenza e dall’accettazione spesso forzata di determinate realtà. Esprimere un voto anche confermativo rappresenta un segnale importante in grado di comunicare con forza la propria posizione e influenzare costruttivamente le decisioni future.
Votare non è solo un diritto ma è anche un dovere civico che contribuisce alla partecipazione e alla tutela della democrazia frutto di un lungo e costoso percorso di chi ci ha preceduti.
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