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INTERVISTA ITALIA NEWS ELEZIONI TRUMP

  • 9 apr 2025
  • Tempo di lettura: 2 min




Il tema di questi giorni è: Donald Trump, il 47° Presidente d’America ha stravinto.

Ho intervistato la dott.ssa Biancanelli, in qualità di opinionista ed economista, chiedendole una analisi sulle future evoluzioni in Politica estera e Relazioni Internazionali.

 Quali sono state, a suo parere, le motivazioni che hanno spinto la maggioranza del popolo americano a votare per Trump?

Donald Trump, l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, in passato ha messo in atto politiche economiche mirate, come il taglio delle imposte, e favorito il processo di deregulation, manovre di grande impatto che hanno contribuito a raccogliere consensi. In campagna elettorale ha promosso l’idea di una grande America attraverso il ritorno ai valori tradizionali, sottolineando, per esempio, quanto, nei quattro anni di governo Biden, sia stato inesistente l’approccio democratico per risolvere l’aumento della disoccupazione e dell’uso di oppiacei. Il suo messaggio populista ha trovato risonanza tra gli elettori che si sentivano emarginati dalle élite politiche e dalla globalizzazione, ottenendo riscontri in 2300 contee su 3000. Inoltre, la sua linea politica commerciale con la Cina è stata apprezzata da chi ha interesse a proteggere gli interessi economici nazionali.

 Quali pensa saranno le strategie che Trump metterà in atto contro i vari conflitti bellici?

Trump è un protezionista e potrebbe avere un atteggiamento reattivo in Europa, ma non interventista, minacciando un allontanamento degli USA, richiedendo maggior coinvolgimento diretto degli Stati limitrofi alle zone di conflitto, come l’Ucraina. Più aggressiva invece la sua strategia nei confronti dell’Iran, considerato nemico assoluto, dopo aver annunciato l’uscita degli USA dall’Accordo sul Nucleare con l’Iran, voluto da Obama. Il conflitto di Gaza preoccupa, visto il passato supporto di Trump a Netanyahu e lo spostamento dell’Ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme. Forse dobbiamo temere una guerra ancora più violenta a Gaza e in Libano. Auspico quindi possibili rinegoziazioni di accordi e trattati internazionali, anche se dobbiamo aspettarci una richiesta di maggiore impegno, soprattutto economico, da parte degli alleati nella difesa comune.

 Per quanto riguarda la Nato e l’Unione Europea, cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo establishment politico negli USA?

Come dicevo, Trump accusa gli Stati europei di dipendere troppo dalla protezione militare degli Stati Uniti e di contribuire solo in parte alle spese per la difesa. Per cui è probabile che continui a fare pressione sugli alleati NATO affinché aumentino il loro contributo in termini di difesa comune. Assisteremo ad un ritorno di una politica fortemente protezionista che spingerà su accordi con un focus più pragmatico sugli interessi americani. Questioni di sicurezza, come la lotta al terrorismo e il contrasto alle minacce globali saranno temi oggetto di intensificazione nella cooperazione internazionale.

 Infine, la Cina, che gioca un ruolo fondamentale negli equilibri geopolitici mondiali. Ci dobbiamo aspettare una guerra dei dazi?

Si è molto probabile. Trump metterà in atto una politica economica aggressiva in termini di dazi, imponendo tariffe salate nei settori chiave come quello delle automobili, quello della tecnologia e dell’acciaio. Una linea politico-economica di questo tipo potrebbe intensificare la tensione tra i due paesi, con impatti significativi non solo sulle catene di approvvigionamento ma anche sul commercio globale.

La ringrazio e aspettiamo la prossima pubblicazione del suo Saggio “Le prospettive politiche – economiche dell’Unione Europea”. (C.S.F.I)



 
 
 

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