IL REARM EUROPE : evoluzioni e ... involuzioni
- 22 mag 2025
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Aggiornamento: 29 mag 2025

Nel mese di marzo 2025, con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astenuti, il Parlamento europeo approva il piano di riarmo (il Rearm Europe) proposto dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen che prevede investimenti di 800 miliardi di euro per la difesa militare.
L’unione europea ha introdotto temporaneamente una deroga al Patto di stabilità che consente agli Stati membri di mobilitare fino a 650 miliardi di risorse aggiuntive fino ai prossimi quattro anni.
Il Fondo Europeo Safe incentiverà, mediante l’emissione di prestiti agevolati fino a 150 miliardi, progetti industriali comuni fra i paesi dell’Unione che prevedono appalti per la cooperazione industriale nel settore della difesa.
Proprio nella giornata di ieri 21 maggio, il COREPER, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti, organo della UE composto dagli ambasciatori degli Stati membri, ha dato il via libera al “Safe”, ma l’approvazione definitiva è prevista per il 27 maggio quando verrà adottato formalmente il testo che verrà successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Da quel preciso momento, il regolamento entrerà immediatamente in vigore.
Peraltro, si renderà necessario allineare i fondi di coesione, di ricerca e di sviluppo industriale verso mirati progetti di difesa dando priorità, fino al 40% entro il 2030, agli appalti militari.
È necessario dunque armarsi fino ai denti, avendo ben individuato chi sono i potenziali nemici: Russia? Cina? E chi altri?
Una vera e propria corsa agli armamenti che desta preoccupazioni profonde in grado di interrompere i potenziali dialoghi diplomatici.
La corsa al riarmo è nella maggior parte dei casi, teatro di una guerra.
Dunque, come si fa a sognare il raggiungimento di una pace duratura fra i paesi, se il pensiero dominante sembra essere il riarmo?
Ma l’unione Europea non è un’organizzazione che promuove la pace, la stabilità, la prosperità e lo strumento democratico rappresentativo di grande valore?
Questo fa comprendere quanto non si sia data una reale importanza alle esigenze impellenti che riguardano molti degli stati membri dell’Unione, come la tutela della sanità, la lotta alla povertà e la promozione dell’inclusione sociale: interventi necessari per curare vere e proprie piaghe del delicato momento storico che stiamo attraversando.
Campagne d’informazione sbandierate negli ultimi anni, legate al riscaldamento globale rappresentativo di una vera e propria emergenza climatica, finite tutto a un tratto dietro le quinte di un palcoscenico artificioso che millanta urgenze di approvvigionamento bellico ritenuto fortemente necessario.
Come mai nel piano stesso s’invita ad una maggiore comprensione delle percezioni di minaccia in Europa? Sembra che le idee non le abbiano chiare neanche gli ideatori, ma chi è che si deve favorire in realtà?
È essenziale che i cittadini dell'Unione europea acquisiscano una comprensione più approfondita di quelle che sono le reali minacce e dei rischi alla sicurezza al fine di promuovere un dibattito informato su tematiche come la difesa e la protezione collettiva.
È altresì opportuno valutare con attenzione l'esistenza di minacce concrete e di entità significativa riflettendo seriamente sulla scelta messa in atto di investire ingenti risorse finanziarie in un processo di armamento europeo.
Sarebbe saggio indirizzare le risorse verso obiettivi prioritari urgenti che possano apportare benefici concreti alla sicurezza e al benessere dei cittadini.
Per garantire maggiore protezione e autonomia sarebbe il caso di predisporre un budget per la difesa, ma mirato e senza sprechi, rafforzando al contempo il mercato interno dell’Unione. Solo così l’Europa potrà ridurre la dipendenza energetica e risultare meno vulnerabile alle pressioni delle grandi potenze.




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