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Il Cambiamento e la Resilienza. Intervista alla dott.ssa Dorotj Biancanelli, scrittrice, opinionista ed esperta di Economia_di Marcella Donagemma

  • 9 apr 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Due chiacchiere con la dott.ssa Dorotj Biancanelli, opinionista, economista, saggista, scrittrice e membro del Comitato degli esperti del CSFI, sulle nuove modalità di comunicazione e interazione.

  • È iniziato il 2025. Volendo fare un bilancio delle aspettative e timori negli ultimi anni, si nota dai fatti di Cronaca un aumento dell’aggressività, sia nei contesti familiari, sia nel sociale. Qual è la sua teoria in proposito?

L’attuale instabilità politica a livello mondiale, i conflitti, senza dimenticarci della difficile ripresa post pandemica, stanno creando insicurezza lavorativa ed economica, impattando sulla fiducia e sul bisogno di tranquillità. Ne consegue un inevitabile aumento della percezione di incertezza, abbandono, solitudine. Come reagiscono le persone a tutto questo? Basta seguire i fatti di cronaca per avere un quadro allarmante sull’aumento di stress e patologie borderline, in un crescendo di violenza che esplode senza controllo. I tempi stanno cambiando velocemente, le sollecitazioni sono tante, e purtroppo, i media, social in primis, presentano a volte con leggerezza, comportamenti aggressivi e scene brutali. Nello scenario attuale, che privilegia modelli competitivi e l’individualismo, si cominciano però a riconoscere i danni provocati dall’isolamento dato dalla dipendenza tecnologica nella comunicazione, e a cercare un approccio proattivo con l’intelligenza artificiale, inevitabile parte integrante dei processi. Proprio per agevolare la conoscenza della nuova tecnologia, credo sia fondamentale un approccio multidisciplinare, che coinvolga comunità, istituzioni educative e politiche, nella divulgazione al fine di promuovere un clima di maggiore empatia e comprensione sociale.

  • Il passato ha lasciato insegnamenti non sempre compresi, spesso ignorati. A suo parere, qual è la tendenza attuale?

Oggi, grazie al web, abbiamo accesso a qualunque tipo di informazione. Da qui occorre partire per imparare a sviluppare un approccio critico, dal momento che non sempre le fonti sono certe né verificabili. Ne consegue il forte rischio di incorrere in messaggi contraddittori o altamente pericolosi. L’attuale scetticismo nei confronti delle istituzioni e delle narrazioni ufficiali porta ad una ricerca di fonti d’informazione alternative che, se da un lato stimolano riflessioni e dibattiti, dall’altro rischiano di promuovere teorie del complotto, disinformazione e anche manipolazione ideologica.

  • L’intelligenza artificiale sta modificando ogni modalità di comunicazione e interazione. Nuove tipologie di lavoro, relazionali, economiche. Siamo pronti?

No, ma non sappiamo di non esserlo! Mentre ci troviamo agli inizi di questa nuova era tecnologica è difficile prevedere in che modo le innovazioni plasmeranno le nostre vite e le dinamiche del mercato. Nell’ottica di preservare e potenziare le competenze umane, fondamentali, occorre approfondire i benefici dell’innovazione tecnologica con un’attenta analisi, in modo che si tutelino le capacità cognitive e il pensiero critico. Allarma pensare che circolano già, nel web, liste di futuri lavori a rischio. Avvocati, commercialisti, matematici, designer, architetti, content creator, scrittori, che si aggiungono ai già sostituiti call center. Imparare, essere flessibili al cambiamento, mantenere il controllo. L’evoluzione, in fondo, è frutto della mente e delle conoscenze umane.

  • Prendiamo spunto dal suo romanzo “IL CONTROVERSO EQUILIBRIO DELLE EMOZIONI”. Carl Gustave Jung asseriva < il “no” da adulti può spezzare degli equilibri consolidati, può generare conflitto, può far sentire soli>. Nel suo romanzo si evince il reinventarsi, cosa significa?

< Il no da adulti può spezzare equilibri consolidati> La perdita di approvazione, la mancanza del riconoscimento o del supporto sociale, possono portare l’individuo a percepire l’isolamento, la solitudine. Ogni volta che siamo in grado di opporci a qualcosa che avvertiamo come limitante, scorretta o dannosa, ci interfacciamo con la possibilità di entrare in conflitto con il pensiero collettivo. Altre sono le dinamiche che si sviluppano all’interno, ad esempio, della coppia. Qui prevale il senso di autodeterminazione, a scapito anche di una pace fittizia. Ci si reinventa anche attraverso il no, abbracciando il cambiamento mediante un percorso che può risultare doloroso ma è necessario, per superare le inquietudini interiori e trovare un’armonia emotiva




 
 
 

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